Un messaggio breve, un collegamento sospetto e una presunta violazione del Codice della strada. È la nuova esca utilizzata per sottrarre dati personali e informazioni di pagamento.
«Dai dati della targa risulta una violazione del codice della strada. Consulta i dettagli disponibili».
Il messaggio può sembrare credibile, soprattutto per chi utilizza frequentemente l’automobile o teme di essere stato ripreso da un autovelox. Subito dopo, però, compare un collegamento verso un dominio come:
notiffichedtl[.]cfd/IT
Non si tratta di una comunicazione istituzionale attendibile. Tutti gli elementi fanno ritenere che siamo davanti a un tentativo di smishing, ossia una forma di phishing trasmessa tramite SMS.
Il CERT-AgID ha documentato nel 2026 diverse campagne che sfruttano abusivamente i nomi di SEND e pagoPA, utilizzando presunte contravvenzioni per convincere le vittime a raggiungere siti contraffatti e inserire i dati della propria carta di pagamento. é questo SMS è sospetto
Il primo elemento da osservare è il testo estremamente generico. Non vengono indicati:
- l’amministrazione o il comando di Polizia Locale che avrebbe accertato la violazione;
- il numero del verbale;
- la data e il luogo dell’infrazione;
- la targa interessata;
- un identificativo univoco della notifica;
- le modalità ufficiali per verificare autonomamente l’atto.
Il messaggio cerca quindi di provocare una reazione immediata facendo leva sull’incertezza: chi lo riceve potrebbe pensare che la targa sia realmente conosciuta dal mittente, anche se nell’SMS non compare alcun dato specifico.
È una tecnica tipica dell’ingegneria sociale: non servono informazioni dettagliate quando il destinatario completa mentalmente il messaggio con le proprie paure.
Il dominio imita una notifica digitale
Il secondo segnale è il nome del dominio:
notiffichedtl[.]cfd
La parola “notiffiche”, scritta con una doppia “f”, sembra costruita per ricordare la parola “notifiche”. La sigla “dtl” potrebbe invece essere utilizzata per evocare, in modo volutamente ambiguo, il concetto di “digitale”.
Il dominio non appartiene però a SEND, a pagoPA, a un Comune o a un altro ente pubblico riconoscibile.
L’accesso ufficiale del cittadino alla piattaforma SEND avviene attraverso il portale cittadini.notifichedigitali.it, con autenticazione mediante identità digitale. ione .cfd, considerata isolatamente, non dimostra che un sito sia fraudolento. Qualsiasi estensione può ospitare servizi legittimi o contenuti malevoli. In questo caso, però, deve essere valutata insieme agli altri indizi: nome imitativo, assenza di riferimenti istituzionali, messaggio generico e richiesta implicita di consultare una presunta sanzione attraverso un collegamento sconosciuto.
Anche l’uso di HTTP è un segnale di allarme
Il collegamento ricevuto inizia con http:// e non con https://.
Ciò significa che la connessione non utilizza il normale protocollo cifrato previsto ormai dalla quasi totalità dei servizi istituzionali e finanziari. Inserire dati personali o bancari in una pagina raggiunta tramite una connessione HTTP sarebbe particolarmente pericoloso.
Occorre comunque ricordare che anche la presenza di HTTPS non garantisce da sola l’affidabilità di un sito. I criminali informatici possono ottenere facilmente certificati validi anche per domini creati appositamente per il phishing.
Il vero controllo deve quindi riguardare soprattutto il nome esatto del dominio, non soltanto il lucchetto visualizzato dal browser.
Come funziona la truffa
Generalmente, dopo aver selezionato il collegamento, l’utente viene indirizzato verso una pagina che riproduce colori, loghi e struttura grafica di pagoPA, SEND o di un’amministrazione pubblica.
La pagina può chiedere di inserire:
- numero di targa;
- nome e cognome;
- codice fiscale;
- indirizzo;
- numero di telefono;
- dati della carta;
- codice di sicurezza;
- eventuali codici temporanei ricevuti dalla banca.
L’importo richiesto può essere relativamente basso proprio per ridurre la diffidenza e convincere la vittima a pagare rapidamente. Lo scopo reale non è necessariamente incassare soltanto la falsa multa: gli aggressori possono cercare di acquisire dati personali, estremi della carta e codici di autorizzazione utilizzabili per ulteriori operazioni fraudolente.
Secondo il CERT-AgID, le campagne a tema multe indirizzano le vittime verso siti malevoli che imitano piattaforme di pagamento sicure e chiedono l’inserimento degli estremi della carta di credito. lse multe sono una campagna strutturata
Non siamo davanti a un episodio isolato.
Nella sola settimana compresa tra il 20 e il 26 giugno 2026, il CERT-AgID ha rilevato 49 campagne italiane di phishing dedicate al tema delle multe. Le comunicazioni, diffuse tramite email o SMS, si presentavano come contravvenzioni non pagate e utilizzavano abusivamente i nomi di pagoPA e SEND. 2025 era stata osservata una forte crescita delle campagne che sfruttavano falsi solleciti di pagamento per presunte sanzioni stradali. L’obiettivo ricorrente era indirizzare gli utenti verso pagine contraffatte per sottrarre informazioni personali e dati delle carte. sione di SEND e dei servizi pubblici digitali offre grandi vantaggi ai cittadini, ma rende anche questi marchi particolarmente appetibili per i criminali informatici. Più un servizio è conosciuto e considerato affidabile, maggiore è il valore della sua imitazione all’interno di una campagna fraudolenta.
Cosa fare quando si riceve un SMS simile
La prima regola è semplice: non aprire il collegamento contenuto nel messaggio.
In caso di dubbio, occorre verificare l’eventuale presenza di notifiche accedendo autonomamente ai servizi ufficiali, senza utilizzare il link ricevuto. È possibile controllare l’app IO, il portale ufficiale SEND oppure contattare direttamente l’amministrazione che si presume abbia emesso l’atto.
Non bisogna rispondere all’SMS né inserire dati personali, credenziali SPID, informazioni bancarie o codici temporanei.
Il messaggio può essere segnalato come spam al proprio operatore e alle autorità competenti. Il CERT-AgID invita inoltre gli utenti a prestare particolare attenzione agli URL e alle richieste di dati personali o bancari ricevute attraverso SMS ed email. fare se il collegamento è già stato aperto
Avere semplicemente aperto una pagina non significa necessariamente aver subito un danno. È comunque opportuno chiudere il sito e non scaricare file, applicazioni o documenti.
Se sono stati inseriti dati della carta, bisogna contattare immediatamente la banca o l’emittente, richiedere il blocco dello strumento di pagamento e controllare attentamente i movimenti.
Se sono state comunicate password o credenziali, occorre modificarle attraverso il sito ufficiale del servizio interessato e attivare l’autenticazione a più fattori.
Qualora siano stati installati file o applicazioni, soprattutto su dispositivi Android, è consigliabile disconnettere temporaneamente il dispositivo dalla rete e richiedere una verifica tecnica.
Una regola che vale più di tutte
Quando un messaggio genera paura, fretta o curiosità, bisogna interrompere il meccanismo automatico che ci spinge a selezionare il collegamento.
Una vera comunicazione può essere verificata attraverso un canale indipendente. Una truffa, invece, ha bisogno che la vittima segua esattamente il percorso preparato dall’aggressore.
Per questo, davanti a una presunta multa ricevuta via SMS, la domanda corretta non è soltanto «sarà vera?», ma:
posso verificare questa informazione senza utilizzare il collegamento che mi è stato inviato?
Se la risposta è sì, è sempre quella la strada più sicura.


