ArcelorMittal: Governo, sindacati e lavoratori protestano

ArcelorMittal: Governo, sindacati e lavoratori protestano

ArcelorMittal Italia S.p.A. – GENERALITA’

ArcelorMittal Italia S.p.A. è dal novembre 2018 la filiale italiana della società franco-lussemburghese ArcelorMittal. Essa si occupa prevalentemente della produzione e trasformazione dell’acciaio e, in questo ambito, è una delle società siderurgiche più grosse d’Italia.

Il più importante stabilimento italiano è situato a Taranto in Puglia, altri sono presenti a Genova, in Piemonte e in Veneto.

 

L’industria siderurgica italiana preesistente ha subito numerosi passaggi di proprietà nel corso degli anni. Rinata sulle ceneri dell’Italsider come ILVA S.p.A., nel 1989, prendeva il nome da quello della Società Industria Laminati Piani e Affini (ILVA) del 1905, che richiamava il nome latino dell’isola d’Elba e dalla quale era estratto il minerale di ferro, che alimentava i primi altiforni costruiti in Italia a fine Ottocento.

A seguito dell’assemblea straordinaria del 2015, nel gennaio 2016 viene bandita una gara per vendere l’ILVA: a seguito della controversa gara di affidamento in cui si scontrano diverse considerazioni relative al piano industriale, alla riqualificazione ambientale e all’offerta economica, il 1º novembre 2018 ILVA entra ufficialmente a far parte del colosso franco-lussemburghese ArcelorMittal.

 

Analizzando i dati forniti da TalkWalker, possiamo osservare come ultimamente la società di capitali ArcelorMittal S.p.A. e la “Ex ILVA” sono entrate nel vivo dell’opinione pubblica.

 

 

 

Legenda:

  • Ilva in BLU
  • ArcelorMittal in ROSSO

 

Quali sono le motivazioni che hanno spinto alla contesta delle operazioni di ArcelorMittal?

Diverse sono le cause che hanno portato, in Italia (così come in Belgio diversi anni or sono), alla contesta contro il Leader mondiale dell’acciaio ArcelorMittal. Alla protesta non stanno partecipando solamente il Governo e i sindacati, ma anche tutti i lavoratori che, attraverso manifestazioni di sciopero, vogliono far vedere concretamente il loro dissenso nei confronti delle decisioni dell’enorme impresa.

Tutti loro stanno provando a comprendere perché ArcelorMittal abbia ammesso di voler licenziare migliaia di lavoratori entro il 2023, ma trovare l’origine di tale scelta non è semplice.

Innanzi tutto, dobbiamo considerare i fattori economici e i vantaggi che la società potrebbe ottenere attuando una politica di: “uccisione di un proprio importante concorrente“.

 

Quali sono, dunque, i vantaggi economici che l’impresa potrebbe ritrarre mediante tale politica?

AGNESE RUGGIERO, membro della “Carbon Market Watch” afferma:

“Tramite il mercato di emissioni, l’industria pesante tra il 2008 e il 2015 ha guadagnato 25 miliardi”. ArcelorMittal in 5 anni ha riscosso: “1 miliardo e 800 milioni di euro (1.800.000.000 €)”

Per ulteriori informazioni è possibile visionare il video di Le Iene al seguente LINK:

Licenziamenti all’Ilva di Taranto: ArcelorMittal ci guadagna? | VIDEO

Fonte principale: Wikipedia; Le Iene

 

 

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